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7 Settembre 2026Dalla 1900M “Matta” del 1951, che quest’anno festeggia tre quarti di secolo, fino ai modelli più recenti, Alfa Romeo porta avanti una lunga tradizione di trazione integrale, garantendo una guida sempre più sicura e coinvolgente. Attualmente la tecnologia Q4 è trasversale a tutta la gamma: in base ai mercati, Junior nella versione ibrida; Tonale nella variante Ibrida plug-in; Giulia nella versione turbodiesel; infine Stelvio nelle configurazioni turbodiesel e Quadrifoglio. A seconda dei modelli, il sistema Q4 è disponibile in due architetture differenti – elettrica o meccanica – che assicurano i massimi livelli di motricità, sicurezza e piacere di guida su percorsi a bassa aderenza o in condizioni climatiche impegnative. Nel 2025 le versioni Q4 hanno rappresentato il 26% delle Alfa Romeo vendute a livello globale, confermando quanto la tecnologia a trazione integrale sia importante nella strategia del marchio.
Garantire la massima sportività e la migliore trazione possibile, anche nelle condizioni di aderenza più impegnative, preservando quella precisione dinamica che rappresenta l’essenza stessa del marchio. È questo il principio cardine del sistema Q4, la rinomata trazione integrale di Alfa Romeo che viene adottata da tutti i modelli in gamma. Questa visione tecnologica affonda le proprie radici in una tradizione lunga e articolata. La trazione integrale fa infatti parte della storia tecnica di Alfa Romeo da quasi un secolo. Già negli anni Venti il marchio sperimentò prototipi con schema 4×4, ma la prima applicazione concreta arrivò nel 1951 con la 1900M “Matta”, dotata di un sistema di trazione integrale di impostazione fuoristradistica.
Negli anni Ottanta la diffusione delle sportive a quattro ruote motrici riporta questa tecnologia al centro dell’attenzione e Alfa Romeo debutta nel 1984 con l’Alfa 33 4×4, inizialmente nella versione Giardinetta e poi anche sulla berlina, evolvendo il sistema con l’introduzione di un giunto elettromagnetico. Il 1991 segna un anno di svolta per questa tecnologia, come dimostrano il concept Protéo, dotato di un nuovo sistema 4×4 a giunto viscoso, e l’annuncio di voler introdurre una versione integrale su tutti i modelli. Lo stesso anno viene presentata la 33 Permanent 4, equipaggiata con trazione integrale permanente a giunto viscoso e collocata al vertice prestazionale della gamma.
Poi, dal 1992 tutte le versioni integrali di Alfa Romeo assumono la denominazione Q4, adottata sui modelli 33, 155 e 164; e proprio le vetture da competizione basate sulla 155 Q4 conquistano il Campionato Italiano Superturismo 1992 e il DTM 1993. Negli anni successivi la tecnologia Q4 continua a evolversi e ad ampliarsi: sulla 156 dà origine anche alla versione Crosswagon specifica, mentre con i modelli 159, Brera e Spider la trazione integrale viene resa disponibile sull’intera gamma, segnando anche l’esordio del sistema Q4 su una spider del Biscione.
Arriviamo così ai giorni nostri, dove la trazione integrale Alfa Romeo si proietta verso una nuova generazione tecnologica, integrando elettrificazione e innovazione senza perdere il proprio DNA sportivo. In particolare, con Junior e Tonale nelle versioni ibride il sistema Q4 evolve verso una nuova frontiera, in cui l’intelligenza di un doppio motore consente di ottenere la trazione integrale senza collegamento meccanico tra i due assi. Sull’asse anteriore opera il motore termico, supportato dall’elettrificazione, mentre al posteriore interviene un’unità elettrica dedicata che distribuisce coppia in modo rapido e predittivo. L’assenza di organi di trasmissione longitudinali riduce le inerzie, il peso del sistema e consente una gestione istantanea della motricità.






