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2600 SPIDER TOURING – Elegante simbolo dello stile Alfa Romeo
7 Settembre 2026Era il 1951 quando l’Arma dei Carabinieri adottò per la prima volta ufficialmente un’Alfa Romeo: non era una berlina sportiva, come sarebbe avvenuto in seguito, bensì la fuoristrada 1900 M, la “Matta”. Fu l’inizio di una collaborazione istituzionale e valoriale unica nel suo genere, quella tra Alfa Romeo e i Carabinieri. In occasione della presentazione al Museo Storico di Arese del volume “”Carabinieri e Alfa Romeo – al servizio del Paese”, alla presenza del Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, di Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo e di Lorenzo Ardizio, Curatore del Museo di Arese e coautore dell’opera, è stato celebrato questo importante anniversario della collaborazione.
Dalla “Matta” all’odierna Giulia Quadrifoglio, questi tre quarti di secolo hanno visto molti modelli Alfa Romeo al servizio della sicurezza sulle nostre strade: Con la Giulia, in servizio dal 1963 al 1968, nacque la “Gazzella” del Nucleo Radiomobile, simbolo del pronto intervento. E poi negli anni negli anni con Alfetta, Alfa 90, Alfa 75, 155, 156 e 159, Giulietta, Giulia e Tonale. Molte di queste vetture sono in mostra presso il Museo, nella sezione “Alfa Romeo in Divisa” realizzata in collaborazione con l’Arma e inaugurata il 24 giugno 2020 in occasione del 110° anniversario del Biscione.
“Carabinieri e Alfa Romeo – al servizio del Paese” è pubblicato da Giunti e Giorgio Nada Editore con testi di Danilo Moriero e Lorenzo Ardizio e fotografie originali di Alessandro Barteletti e Paolo Carlini. L’opera è strutturata in cinque capitoli che non seguono soltanto la cronologia dei modelli, ma quella più ampia della storia del Paese: ogni fase dell’Italia repubblicana — la ricostruzione postbellica, il miracolo economico, gli anni di piombo, la lotta alla criminalità organizzata, i nuovi scenari globali — trova un riflesso preciso nei mezzi dell’Arma e quindi nelle Alfa Romeo in dotazione. A completare questa narrazione, i contributi istituzionali di chi questa storia l’ha vissuta o la custodisce: la prefazione del Ministro della Difesa Guido Crosetto, quella del Comandante Generale Salvatore Luongo, il messaggio di Santo Ficili e l’introduzione di Lorenzo Ardizio. Ricerca archivistica e testimonianze danno origine a un racconto corale capace di parlare tanto agli appassionati di storia automobilistica quanto a chi voglia comprendere più a fondo il ruolo dell’Arma nella vita civile del Paese.






