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La monoposto è solitamente esposta presso l’Heritage Hub, lo spazio polifunzionale ubicato all’interno dello storico stabilimento di Mirafiori a Torino, mentre la 75 Turbo Evoluzione IMSA è di solito custodita presso il Museo Storico Alfa Romeo ad Arese. La 182 F1 “sperimentale” è un esemplare importante perché su di essa spiccano alcune soluzioni inedite e rivoluzionarie per l’epoca. Tra queste, il telaio in fibra di carbonio che debuttò ufficialmente proprio nella stagione 1982: rappresentò un progresso tecnologico esclusivo portato all’esordio dal team Alfa Romeo e da quello della McLaren. Al suo sviluppo partecipò Bruno Giacomelli, pilota ufficiale del team Alfa Romeo-Autodelta di Formula 1 dal 1979 al 1982.
La 75 Turbo Evoluzione IMSA è una berlina da competizione sviluppata nel 1988 per l’impiego agonistico secondo il regolamento IMSA (International Motor Sports Association), normativa di origine nordamericana che consentiva modifiche tecniche molto più estese rispetto ai regolamenti FIA tradizionali. Basata sull’architettura caratterizzata da motore anteriore longitudinale e trasmissione posteriore, la vettura adotta un quattro cilindri in linea turbo da 1762 cm³ con doppio albero a camme e iniezione multipoint. Il propulsore, sovralimentato da turbocompressore Garrett, fu sviluppato fino a raggiungere potenze comprese tra 335 e circa 400 CV nelle evoluzioni successive. L’applicazione del regolamento IMSA permetteva interventi radicali su aerodinamica e telaio, con carreggiate allargate, parafanghi maggiorati e un grande spoiler posteriore in fibra di carbonio. La scocca fu alleggerita e irrigidita, portando il peso a circa 960 kg. Le prestazioni risultavano di assoluto rilievo, con velocità superiori ai 270 km/h. Con la 75 Turbo IMSA l’Alfa Romeo vinse due edizioni consecutive del Giro Automobilistico d’Italia (1988 e 1989): nella prima, tra i campioni al volante c’era proprio Miki Biasion.






