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5 Settembre 2026È l’11 maggio del 1985 quando i vertici dell’Alfa Romeo presentano al Presidente del Consiglio (era Bettino Craxi) la nuova Alfa 75, la berlina che nel nome ricorda i 75 anni della Casa del Biscione che, di lì a un mese e mezzo circa, sarebbero stati festeggiati (il 24 giugno). Un’auto importante, per quel momento, anche se non così fondamentale quanto invece avrebbe dimostrato di essere negli anni seguenti e ancora oggi dal punto di vista collezionistico.
La 75, come del resto la sorella maggiore Alfa 90 che l’ha preceduta di qualche mese verso la fine del 1984, non è nient’altro che un pesante restyling estetico della scocca della Giulietta 116 (la 90 è la stessa cosa su base Alfetta). L’architetto Ermanno Cressoni, direttore del Centro Stile Alfa Romeo, compie un’operazione magistrale: la 75, pur ricordando nelle forme la Giulietta, è una perfetta sintesi tra innovazione e tradizione. Sembra tutta nuova, ma gli investimenti per produrre i muovi lamierati sono modesti, come richiede una situazione finanziaria per nulla brillante. L’Alfa Romeo, ancora azienda di Stato nell’orbita IRI, sta per essere ceduta alla Fiat (avverrà meno di un anno dopo). Soldi in cassa non ce ne sono e per far nascere nuovi modelli occorre arrangiarsi con quello che c’è, in economia.
Non è detto che senza soldi non possano nascere capolavori: la 75 ne è una dimostrazione. Sarà l’ultima Alfa di grande serie a utilizzare lo schema transaxle dell’Alfetta, con trazione posteriore, col ponte De Dion e il cambio al retrotreno. Dall’Alfetta (e dalla Giulietta) eredita i raffinati motori: a 4 cilindri bialbero di 1,6, 1,8 e 2 litri (a carburatori), un 2.0 TD a gasolio e, grande genialata, il V6 Busso in edizione 2.5 a iniezione (come sulla GTV6). I quattro cilindri daranno origine a una serie di evoluzioni importanti (il 2.0 Twin Spark a doppia accensione, come sulle mitiche Giulia GTA, gli 1.6 e 1.8 a iniezione elettronica, il 1.8 Turbo), il V6 crescerà di cilindrata fino a 3 litri creando quella che ancora oggi sono considerate le 75 più fantastiche di tutte: la V6 3.0 America e la V6 3.0 Quadrifoglio Verde.
L’Alfa 75 rimane in listino fino al 1992-93, raggiungendo i 375.000 esemplari prodotti. È un modello entrato nel cuore degli Alfisti e vero e proprio oggetto di culto per gli appassionati di modelli youngtimer. Da molti è considerata l’ultima vera Alfa. Che sia vero o no, poco importa: la 75 è un mito inossidabile. I suoi primi 40 anni verranno festeggiati ovunque. Anche dal Registro Italiano Alfa Romeo.






