
Le auto del Registro Italiano Alfa Romeo e degli altri club ufficiali protagoniste nei Tribe Days ad Arese e a Monza
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Nasce la Fondazione Alfa Blue Team
26 Giugno 2026Se n’è andato ieri, 5 novembre, a 84 anni, Andrea de Adamich: molti lo conoscevano come volto noto televisivo, popolarissimo commentatore e telecronista sopraffino delle gare di Formula 1 delle reti Mediaset di qualche decennio e protagonista della mitica trasmissione sportiva Grand Prix su Italia 1, in cui metteva a frutto la sua eccellente esperienza di pilota versatile, vincitore nelle gare Turismo e Sport, con l’Alfa Romeo, tra gli anni Sessanta e Settanta, poi dimostratosi pilota di vaglia anche nelle monoposto di Formula 3 (Campione Italiano nel 1965), Formula 2 (vinse la Temporada Argentina del 1968 con la Ferrari 166 F2) e Formula 1 con la Ferrari, poi con la McLaren e la March motorizzate Alfa Romeo. Per noi Alfisti Andrea era uno dei nostri Campioni più amati, nonché testimonial della Casa del Biscione sin da quando istituì, primo in Italia, una scuola di guida sicura e sportiva presso l’Autodromo di Varano de’ Melegari (PR): il Centro Internazionale di Guida Sicura, che oggi ha superato i 40 anni di attività. Un’attività gestita sempre avendo per protagoniste le vetture Alfa Romeo, dalle più sportive alle normali berline di tutti i giorni, ma sempre con il marchio del Biscione.
Fu un pioniere in questo settore: fino a quel momento esistevano soltanto corsi per imparare a diventare pilota, ma nessuno che insegnasse a guidare veloce in pista e in ogni tipologia di gara, ma anche che permettesse ai piloti e agli automobilisti comuni a guidare in piena sicurezza in ogni occasione, anche e soprattutto su strada. Ebbe un brutto incidente a Silverstone nel 1973 che lo costrinse al ritiro dalle corse, ma de Adamich si reinventò subito come imprenditore, inventando la linea di abbigliamento sportivo Marlboro Leisure Wear. Poi intraprese anche la carriera di commentatore TV e divenne apprezzatissima firma del giornalismo automobilistico.
Per noi del Registro Italiano Alfa Romeo fu non solo un Socio quasi idolatrato, ma anche l’organizzatore, assieme al Consiglio Direttivo del RIAR, di ben quattro edizioni del Trofeo Chiti. Naturalmente a Varano de’ Melegari, ossia a casa sua, dove gli Alfisti potevano sfogare la passione della velocità, in piena sicurezza, naturalmente. Ospite fisso in tutte le manifestazioni sportive organizzate dal RIAR, aveva nel cuore l’Alfa Romeo, la marca che gli aveva consentito di emergere all’epoca d’oro delle Giulia TZ, GTA (fu Campione Europeo Turismo della seconda Divisione nel 1966 e nel 1967) e le sport 33, con cui contribuì ai successi di stagioni indimenticabili.






