La mia 1000 Miglia 2018

 

La mia 1000 Miglia 2018

La 1000 Miglia è un appuntamento impegnativo, va programmato dovutamente. Per me questa è stata la quarta edizione, comincio quindi ad avere una certa esperienza. Mi muovo sin dall’ottobre precedente, quando si aprono le iscrizioni. La macchina va in officina, con la dovuta calma viene controllata e messa a punto. L’obiettivo è averla per fine febbraio/inizio marzo, così da usarla un po’ ed avere il tempo di un ultima visita all’officina ad aprile per le rifiniture. Sul fronte organizzativo, ci si deve preoccupare dell’assistenza e di tutto il materiale necessario da portare. Poi, com’è capitato a me, si rompe proprio quel particolare che non hai… Ma questo è…

Man mano che il tempo passa, prima mesi poi settimane ed infine giorni, l’adrenalina cresce. Di prassi vado a Brescia, rigorosamente guidando la macchina per circa 300 km., nel weekend precedente. Quest’anno l’incalzare del tempo è stato ancora maggiore, avendo anticipato di un giorno la partenza. Quindi tra carrozzeria per lavoretti, ritocchini, lucidatura e poi verifiche tecniche e documentali, Trofeo Gaburri (un “prologo” di regolarità che si tiene a Brescia limitatamente a 100 vetture iscritte alla 1000 Miglia, quest’anno composto da tre gruppi di prove cronometrate concatenate), punzonature secondo tradizione in Piazza Vittoria, in un attimo si arriva al momento della partenza. E poi è davvero una corsa, non va dato ascolto a chi sostiene di non badare alla classifica, salvo pochi e rari casi le prove le fanno tutti e tutti ci provano… Per noi è in primis una sfida interna, è far meglio della volta prima. Io non sono un regolarista, ho sempre pensato che o si corre davvero in gare di velocità o si passeggia in raduni turistico-culturali. Ma la 1000 Miglia è diversa. Almeno per me, bresciano, che già a 10 anni, nel 1977 ho avuto occasione di vedere la prima delle “nuove” rievocazioni post RIAR. E mi ricordo ancora le 6C 1750 e le barchette Ferrari e Maserati degli anni Cinquanta….

Quest’anno c’erano 112 prove cronometrate e 7 a media. Le PC sono tutte concatenate, ricordo un gruppo di 12 PC. E’ fondamentale mantenere la concentrazione… Si corre molto anche nei trasferimenti. Apparentemente stare nella media dei 50 all’ora, per esempio, pare banale. Ma se nel traffico in un’ora percorri 20 km., devi poi recuperarne 30… Fondamentale è l’aiuto delle Forze dell’Ordine, senza le quali non si potrebbe fare. E dei tanti “poveracci” che si trovano a transitare sul percorso, gente magari che non capisce neppure bene quel che accade, si vede arrivare addosso un gruppo di prepotenti, perché da un certo punto di vista questo siamo, e con pazienza generalmente si mette in parte e ti agevola. Certo, c’è anche qualcuno che non è molto collaborativo, ma ci sta, è giusto che così sia. C’è poi l’abbraccio della tanta gente, che sia lungo la strada piuttosto che nelle piazze e nei centri. Dovunque si vada tutti ti fanno i complimenti. È una festa. E nel mio caso lo è di più, il trilobo anteriore rende ben riconoscibile la macchina e si senteÈ un’Alfa Romeo!!!” e tanti complimenti, che mi rendono orgoglioso di guidare un esempio di cosa noi sappiamo fare. Ed i complimenti vengono dalla gente comune, dagli appassionati, dai tanti esteri ed anche dai “colleghi” driver partecipanti, in particolare dagli stranieri, sempre così affascinati dal nostro Marchio.

Al di là della rottura del cuscinetto tra cambio ed albero di trasmissione, giunta comunque alla fine, quando le prove erano ormai ultimate con, per noi, una buona classifica, tante sono le emozioni che restano. Dagli apprezzamenti di Fisichella per la linea della mia 6C 2500 Freccia d’Oro, ancora attuale dopo 70 anni, allo stupore degli altri partecipanti per le prestazioni che la macchina sa esprimere. E, nonostante la rottura, personalmente sono consapevole della grandezza e della robustezza della vettura: in fondo i miei meccanici, in 4 Mille Miglia, hanno aggiunto un po’ di olio motore e cambiato una ruota, mentre la sera vedi che su quasi tutte le altre macchine i meccanici lavorano febbrilmente tutta la notte. In mancanza sarebbero ben pochi quelli che arriverebbero al traguardo…

È una settimana di follia, fuori dal tempo. Si vive di adrenalina e tensione, si dorme poco o nulla, si guida come dei pazzi. E poi ci vogliono giorni per disintossicarsi… ma già oggi stiamo facendo dei pensieri per l’anno prossimo.

Viva la 1000 Miglia viva l’Alfa Romeo e Viva il RIAR!!!

Umberto Galloni

 

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