Quelli del RIAR

Racconti, ricordi, aneddoti

I malandrini e la GTA

I malandrini e la GTA

Fine anni '60.  Un ricco proprietario terriero dell’Alto Lazio aveva comprato una bellissima Giulia Ti Super, fatta subito preparare dal " mago " romano Franco Angelini (che di Alfa se ne intendeva) senza poi riuscire a godersela come avrebbe voluto. Poche sere dopo il ritiro della vettura infatti, mentre si fumava una sigaretta alla finestra del palazzo avito, in una cena fra amici, vide con sgomento ... sfumare anche la Giulia. Ladri abili ma intenditori avevano preso il volo insieme a lei !
Il giorno dopo era già a Roma, furente ma deciso, per acquistare una fiammante GTA che per molti anni appagò la sua abilità di pilota e di appassionato alfista. Iscrisse la macchina al Riar dove solo dopo aver tolto il faro della retromarcia che aveva aggiunto (sacrilegio!) ottenne la omologazione col numero 130.

 

Poi vennero gli anni '80 e in Maremma si intensificarono vari sequestri di persone benestanti fatti da bande di malandrini ben organizzate; alcuni vennero gestiti e trattati riservatamente dalle famiglie, altri finirono male e altri ancora ebbero grande risonanza, come i sequestri Soffiantini, Esteranne Ricca, Belardinelli (il re del caffè), la marchesa Guglielmi, … Non c’era da scherzare insomma. Il ricco proprietario terriero decidette quindi di vendere i suoi beni e si trasferì con tutta la famiglia in Canada. Lasciò soltanto un magazzino con dentro le sue amate automobili, tra cui la GTA e una berlina 1750, ovviamente con motore GTA, sempre by Angelini !, cancellate (purtroppo) dal PRA.

Occasionalmente tornava " in paese " per visitare i parenti ma soprattutto per farsi un giro con la amata GTA sulla quale montava una targa canadese. E per anni continuava a rifiutare ogni offerta di acquisto, fino a quando l’età avanzata, gli acciacchi incombenti e la scomparsa dell'amico Angelini lo convinsero che non sarebbe più riuscito a tornare e a ... giocare come un tempo.
E così, dopo anni di attesa e dopo una breve trattativa, sono entrato in possesso della GTA, in condizioni di originalità eccezionali, perfettamente conservata e assolutamente stradale. Una occasione davvero unica che tuttavia nel mio intimo, in gran silenzio, mi suscita una certa vergogna per aver approfittato delle avverse vicissitudini del nostro Bel paese, che spinsero un brav'uomo a lasciarlo.

 

S.F.

 

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